aTunes, l’ottima alternativa open source a iTunes!

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo aver instalato aTunes scegliamo la lingua desiderata:

 

 

 

 

 

 

 

 

scegliamo la caregoria.


 


 

 

 

 

 

 

 

Ecco la playlist scelta con l´´immagine del cantante preferito

 

 

E’ una verità indiscutibile: Passando tante ore davanti al PC, senza una buona dose di sottofondo musicale sarebbero molto più dure da “digerire” e portare a termine il nostro lavoro stando ancora nelle piene facoltà mentali di ognuno di noi.

Per alleviare il nostro lavoro è necessario un software che ci consenta di ascoltare, organizzare e divertirci con la nostra collezione personale di musica digitale. Uno dei migliori in questo campo è sicuramente iTunes di casa Apple, che però nella sua trasposizione per sistemi Windows non ha mai entusiasmato più di tanto.

E allora chi ci poteva venire in soccorso in questo caso, se non il magico mondo del software open source? Ecco quindi che oggi vi presento aTunes, l’ottima alternativa open source ad iTunes Il programma (ovviamente gratuito) è scaricabile da questa pagina

ed è (grazie alla sua struttura scritta in java) multi-piattaforma, quindi utilizzabile sia su Windows che su Mac o Linux
Da ottima alternativa open source a iTunes quale è, aTunes si fa subito apprezzare per la semplice interfaccia grafica e i sorprendenti automatismi con i quali scarica dal web (precisamente dal database italiano di Last.fm) qualsivoglia tipo d’informazione: dalle copertine degli album alla composizione degli stessi, passando per la storia personale ed artistica dei cantanti ed il testo integrale dei pezzi che si stanno ascoltando.
 

 

Altre doti apprezzabili di questo software gratuito sono senza ombra di dubbio la possibilità di gestire ed ascoltare podcast al volo (ovvero senza prima doverli scaricare sul proprio hard disk), gestire ed ascoltare le radio on-line e modificare facilmente le informazioni relative ad ogni file musicale contenuto nella propria collezione.

Infine va sottolineata una pecca: quella della pesantezza sulla RAM (è difficile scendere sotto i 50 MB occupati) e la non grandissima velocità di apertura. Visto che il progetto è giovane merita sicuramente i nostri migliori auguri per continuare a migliorarsi, seguendo l’ottima strada già intrapresa.

Upnews.it

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